Ferento. Arte dal passato

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Arte con la A maiuscola in quel di Ferento, cittadina prima etrusca, poi romana con una popolazione superiore ai 10mila abitanti, posta a soli sei chilometri da Viterbo.

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Ho visitato dall’esterno Ferento un paio d’anni fa, rimanendo colpito dalla struttura del teatro ben conservata. Lenedì dell’angelo, 28 marzo, in gita con la famiglia verso Civita di Bagnoregio, sono tornato in questo meraviglioso posto e questa volta i cancelli verso la città erano aperti. Una guida mi ha introdotto all’interno delle antiche mura che delimitavano la zona delle terme, sull’antica strada solcata dalle ruote dei carri, all’interno del meraviglioso teatro ancora oggi sede di spettacoli estivi.

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Per chi volesse approfondire questo angolo di storia la lettura continua qui, su Wikipedia.

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Per chi invece avesse la possibilità di recarsi direttamente sul posto può semplicemente seguire la superstrada Viterbo Orte (SS675) direzione Orte. Passata l’uscita Viterbo Nord si esce allo svincolo successivo, direzione Bagnaia-Montefiascone. Sempre dritto sulla SP Acquarossa fino al bivio con la Strada Teverina che porta fino a Bagnoregio e a Civita, la “Città che muore”. Una volta che vi siete immessi sulla Teverina fate attenzione perché la prima via sulla destra vi porterà dritti dritti avanti al teatro romano di Ferento.

Un pezzo della collezione se ne va

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“E Dio Creò”, una tecnica mista del 2013, finisce in una collezione privata dopo due anni trascorsi in studio. Un altro pezzo di storia dei miei “frammenti” di idee, di quotidianeità, di spontaneità, si separa dal resto della produzione che, dato l’esiguo tempo dedicato all’arte, diviene sempre più scarna. L’opera fa parte del ciclo “Memory II” ideato e conclusosi nel 2013. Trattasi di una tecnica mista realizzata con colore ad olio, acriclico e smalto, carta e materia, vinavil, materiale organico, il tutto su tela delle dimensioni di cm. 60×80.

Il Castello di Oz

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Dall’unione tra il Castello Odescalchi di Bracciano (RM) e il Birrificio artigianale Beer-Oz, nasce questo scatto fotografico.

Un passo indietro …

Qualche giorno fa ho scritto al Birrificio per farmi avere i loro tappi a corona per la mia collezione. Gentilissimi mi hanno risposto immediatamente e in pochi giorni mi è arrivata a casa la busta coi tappi delle birre che producono. Ad accompagnare i tappi vi era una richiesta di eseguire uno scatto fotografico in un punto caratteristico del mio paese col tappo del birrificio. In futuro credo abbiano intenzione di organizzare qualcosa di carino con tutte le foto che arrivano dall’Italia, similmente al concorso di qualche tempo fa indetto dall’Ichnusa.

Buona birra.

Andrea

“Bach” lascia la collezione dell’artista

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L’opera “Bach”, una tecnica mista eseguita su busta da lettera nel 2001, lascia la mia collezione e diviene di proprietà di un collezionista romano. Tra tutte le buste realizzate questa è senza dubbio una delle più raffinate, delicate, oltre che culturali. Il riferimento all’arte musicale del grande compositore tedesco è predominante, a partire dal titolo dell’opera. I segni eseguiti sulla busta, tra inchiostro e matita, che in qualche modo raffigurano la sua fisionomia, si mescolano con il nome del destinatario della busta, io, amante delle sue note.

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“On Paper” trova una nuova collocazione

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Nuova vita per l’opera “On Paper”, l’omaggio alla carta, al colore e alle arti. L’opera, realizzata nel 2013 all’interno del percorso creativo denominato “Memory”, da domani sarà esposta permanentemente presso lo studio privato di un collezionista. Un altro pezzo di cuore se ne va, e con lui la memoria, l’attesa, il racconto, la creatività, il pensiero. Complimenti al nuovo proprietario dell’opera, la mia opera, una delle mie preferite.

Andrea, 31.07.2014