ANDREA STERPA arte

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Archive for February, 2013

Face #4

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Face #4
mixed media su legno
dimensioni 70×70
anno 2007

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5elementi5

water-40x40

Aprile è alle porte e la mostra “5elementi5” nel Complesso delle ex Cartiere Latina sulla Via Appia a Roma inizia ad entrare nel vivo. Infatti a breve gli artisti sono chiamati a consegnare le immagini delle proprie opere per la redazione del catalogo generale della mostra.

Si può partecipare con la presentazione di una sola opera, grande o di 5 opere più piccole che rappresentino in qualche modo i 5 elementi del Feng Shui che sono il tema centrale della mostra che si svolgerà dal 6 al 13 aprile. La mia scelta è ricaduta sulle 5 opere che sono quasi terminate. Manca giusto qualche ritocco prima dell’ufficializzazione. Intanto su questo blog ho già pubblicato la prima opera giunta a termine, quella dedicata all’acqua e intitolata “Water”.

 

the last work: “The Future”

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“The Future”
Smalto, acrilico, carta, matite e penne su tela
dimensioni 40×50
anno 2013

the last work: “How it will work”

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“How it will work”
Smalto, acrilico, carta, matite e penne su tela
dimensioni 40×50
anno 2013

Essay: “Animal Woman”

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La donna animale, il mistero terreno della femminilità
Collettiva d’Arte Contemporanea – Capranica, Viterbo
Francesco Giulio Farachi (critico)

“I visi di Andrea Sterpa si volgono dolcissimi e quasi spauriti, innocenti per occhi enormi e limpidi di un mondo interiore commosso. Ed insieme forti, come la sottile essenzialità del tratto grafico, decisi nel loro minimalismo quasi infantile. Soprattutto le donne, come umanissime e laiche Madonne fanciulle, sono creature appena sbocciate, eppure già consce di ineludibili pene e di necessario coraggio, già partecipi e pronte all’altro, destinate ad amare, a sorreggere il peso della vita. La purezza lirica di queste anime supera ogni pathos di maniera, ogni indulgenza al compiacimento di sé, ma abbraccia negli occhi fondi e dilatati una realtà vera, effettiva, solo intessuta di lieve malinconia e di ancor più lievi sorrisi.”

Animal-Woman – Earthly mystery of femininity
Collective Exhibition – Capranica, Viterbo
Francesco Giulio Farachi (critico)

“Andrea Sterpa’s faces turn in a sweet and almost scared way, innocent with enormous and limpid eyes in to a inner heart-felt world. And at the same time they are, like the tiny essentiality of his graphic line, decisive in their own minimalism, almost childish. Especially the women, like “girls-Madonna” very human and lay, they are creatures who have just blossom, but already conscious of inescapable pains and of the needed courage, already partaking and ready to the rest, destined to love, to sustain the weight of life. The lyric purity of these souls overcomes any pathos of manner, any indulgency at a self-pleasantness, but embrace in the deep eyes a different, true, effective reality just woven of light melancholy and of more and more lighter smiles.”

Face#3


Face#3
tecnica mista su legno
dimensioni 70×70
anno 2007

Correva l’anno 2007 quando il progetto “Face” seguì il progetto “Identity”. “Face” a differenza di “Identity” si compone di sole 3 opere di cui questa è l’ultima realizzata. Dalla deformazione e l’astrazione dei primi volti di “Identity”, si è passati alla figurazione di questo lavoro che in un certo senso ha spaventato l’artista. In senso buono si intende, ma la pittura figurativa non ha mai attratto la sua sensibilità e la direzione che certi concetti stavano prendendo l’hanno portato ad abbandonare anzitempo il progetto “Face” e la realizzazione di volti umani. Se figurazione deve essere, allora figurazione sia! Estrema però. E così dal 2007 al 2012 si è passati dalla pittura alla videoarte in cui le figure umane non vengono rappresentate con figurazione pittorica ma con una identità reale, seppur contorta, distorta, alterata e frammentata.

Frammenti “NO?”

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“NO?”
tecnica mista su carta
dimensioni 24,5×34,5
anno 2013

Questo “Frammento” è datato 2013 ma viene da molto lontano. Come molti altri collage e tecniche miste eseguite su carta, anche questo è stato realizzato in un periodo che va dal 1999 al 2001. Soprattutto il 2001 è l’anno in cui l’esecuzione di questa tipologia di opere assume i connotati che ritroviamo in “NO?”, ovvero una pittura scarna, un collage semplice, spesso schematico, pochi tratti eseguiti con l’ausilio della penna, della matita o della carta carbone, alcune scritte a rappresentare dei pensieri, dei concetti, dei “Frammenti” appunto. In quest’opera in particolar, le due teste di toro tratte da un’opera di Picasso, erano già presenti nel disegno eseguito nel 2001, così come l’apposizione della carta sulla destra tratta da un vecchio vocabolario Rumeno/Francese degli anni cinquanta, la scritta a collage in basso a destra e la scritta eseguita a matita in alto a destra. Tutti gli altri interventi, il collage con la scritta MACRO, l’apposizione delle lettere, il simbolo +, gli interventi pittorici, sono stati eseguiti nel gennaio del 2013 dando un senso interrogativo all’intera opera … NO?