ANDREA STERPA arte

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Archive for May, 2013

L’ultima opera di Andrea Sterpa si intitola “Muse”

muse
“Muse”
tecnica mista su tela
dimensioni cm 70×70
anno 2013

Ancora un omaggio alla musica, ad un gruppo musicale nato nel 1992 che apprezzo molto, i “Muse”.

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Vezzoli oscura Boetti

VEZZOLI_home

Non me ne vogliano gli addetti ai lavori per questo titolo esagerato, ma dopo la visita odierna al MAXXI non ho altre parole se non queste. “Galleria Vezzoli” batte “Alighiero Boetti a Roma” di gran lunga. La mostra di Boetti, da molti descritta come insufficiente per una personale istituzionale al MAXXI, effettivamente sembra composta da pochi pezzi, non tutti eccezionali e si perde tra un quadro di Francesco Clemente e le fotografie di Luigi Ontani.

boetti_new

La mostra di Francesco Vezzoli invece è forte, intensa, toccante, ricca di fotografie, ricami, video e video installazioni che nel complesso risultano essere più suggestive del percorso espositivo di Boetti. La mostra di Vezzoli si snoda attraverso diversi ambienti fino ad arrivare al doppio cinema, quello reale un po’ trash e quello opposto, con la scritta FINE sullo schermo e decine di sedie vuote ma piene dell’immagine iconoclastica dei suoi personaggi con occhi lacrimanti o ciglia con brillantini.

FIONA_home

Il resto al MAXXI lo fanno le fotografie di Luigi Ghirri e le spettacolari installazioni di Fiona Tan nella mostra “Inventary”

ghirri_ita

Modà

moda

L’ultimo in arrivo è una tecnica mista con collage, acrilico e colore ad olio su tela delle dimensioni di cm. 70×70. è un omaggio alla musica e si intitola “Modà”

Ecco il risultato: “Second Life” e “Il coraggio delle proprie scelte”

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“Second Life”
tecnica mista su tela
dimensioni cm 70×70
anno 2013

il coraggio delle proprie scelte
“Il coraggio delle proprie scelte”
tecnica mista su tela
dimensioni cm 70×70
anno 2013

Finalmente le due opere di cui vi ho parlato qualche giorno fa sono giunte a compimento. Dopo aver eliminato il colore superfluo ed aver abbondato con le velature spontanee, sono nati “Second Life” e “Il coraggio delle proprie scelte”.

Il primo Frammento di Memoria ci ricorda come noi tutti viviamo una seconda vita. Nonostante qualcuno di noi cerchi di sottrarsi alla tecnologia e alla globalizzazione siamo tutti complici di questo immenso mezzo di comunicazione che è il web, attraverso il quale raccontiamo le nostre esperienze ed emozioni, spesso ci nascondiamo, esponiamo la nostra vita anche se la alteriamo e ne provochiamo degli inevitabili mutamenti. Se così non fosse io non avrei scritto questo pezzo su questo blog e voi non l’avreste mai letto.

Il secondo invece ci racconta la voglia di effettuare delle scelte ponderate nella vita. Avere il coraggio di affrontarne le conseguenze. In ogni senso. Ed ecco forte il richiamo alla politica e alla fiction per la TV “Come un Delfino” in cui i veri protagonisti non sono Ricky Memphis o Raul Bova ma i “Ragazzi del Sole”, quelli che nella vita, nel bene o nel male, devono avere il coraggio delle proprie scelte.

Torna una City da Belfast

Belfast

Viene da lontano, ma non troppo. Si tratta di N.I. Belfast, l’ultima arrivata in casa “City Mail” il progetto di lettere spedite al destinatario immaginario e tornate al mittente (reale destinatario). In questa busta si è dato risalto alla nazione dell’Irlanda del Nord attraverso il colore verde e la scritta N.I. (North Ireland) ed ovviamente alla città destinataria del gesto concettuale, la capitale Belfast. L’intervento postale, al di là del consueto timbro, è veramente esiguo e lascia la busta praticamente intatta. Si nota solamente una cancellatura e qualche piccola scritta nell’indirizzo del destinatario. L’opera, come tutte le altre, fa parte della collezione privata dell’artista.

 

Non so come andare avanti

Da quasi una settimana mi sono bloccato su un paio di quadri e non riesco ad andare avanti. Aggiungo colore e tolgo colore, aggiungo colore e tolgo colore. Ma la soluzione sembra essere lontana. Possibile che sia a portata di mano e io non riesca a vederla? Sicuramente sarà così e immagino che il problema non sia tanto sul colore quanto sul mancato inserimento di microinterventi di carta. Infatti una cosa che riscontro spesso nelle mie opere di ultima generazione, quelle appartenenti al progetto “Memory” seconda fase per intenderci, è la difficoltà nel concepire l’opera quando intervengo con piccole campiture di colore e grandi spazi dedicati alla carta. Quello di cui hanno bisogno le mie opere, credo, sia di un equilibrio tra colore e carta. Non parlo di contenuti o di accostamenti cromatici ma proprio di superfici destinate al colore e superfici destinate alla carta. Più un’opera viene realizzata su di un formato piccolo, più tendo a ridurre la superficie delle campiture di colore e questo, immagino, sia un problema per il risultato finale. Lo sto riscontrando in tutte le opere in cui, al di là del formato della tela, do molto spazio e risalto al colore, alla colatura e alla materia da dedicandogli poca superficie.

family

Un caso esplicito per intenderci l’ho riscontrato nell’opera “Family” che vista da dentro, con gli occhi di chi l’ha realizzata, è molto diversa dalle altre realizzate poco prima o poco dopo. Molte piccole campiture lasciano inevitabilmente molto spazio al bianco che riempie, si snoda, evidenzia e si insinua lasciando troppo spesso una grande scia della propria presenza. Credo che la carta dovrebbe equilibrare gli schemi con una maggiore presenza sul campo e che le campiture di colore, siano esse bianche o colorate, debbano riempire spazi più grandi. Forse anche la presenza massiccia di più colori disturba la visione globale dell’insieme, sia essa una “memoria”, un “frammento” o un semplice composto di idee più o meno ben congeniate e strutturate.

DSC03312

da questa situazione in cui la carta è stata applicata alle due tele in oggetto,

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si è passati a questa situazione in cui la carta ha perso il suo dominio, ha lasciato lo spazio al colore che prepotentemente ha invaso in maniera indiscriminata gli spazi, occupando piccole superfici che creano un caos pazzesco. Recuperare una situazione del genere non è facile e come accennavo sopra ho tentato col colore e non colore a rimediare e restringere il campo d’azione visiva del colore, ma il risultato ottenuto non mi convince e mi chiedo se debba nuovamente intervenire apponendo nuova carta e dunque, nuovi contenuti.

Sesso e Concetto

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Ho selezionato queste 2 buste da lettera lavorate con collage, matite, dedicate al Sesso e al Concetto, due temi che dominano tutto il lavoro realizzato in questa serie di oltre 300 buste da lettera. In particolare il Sesso è sfuggente con elementi primari, vivi, reali e personaggi fittizzi, solo accennati. Mi domando se questo concetto possa aver a che fare col sesso o quanto il sesso sia importante nell’arte concettuale e in quella fotografica. Quella di Richard Kern ad esempio. Imprescindibile oserei dire.

Il concetto riempie la memoria e le esperienze. Si trasferisce dal sesso al cesso, dalla casualità alla banalità, dagli scacchi ai frammenti dei ricordi. Così nasce la carta sovrapposta al vetro infranto, alla ruota che gira e mentre gli altri, fuori di qui, fanno sesso o si domandano cosa sia il sesso, noi siamo qui, dentro, a far del concetto un’arte che i più, non capiranno mai.

Sesso e Concetto. Armonia.