ANDREA STERPA arte

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Intervista ad Andrea Sterpa

di Nadia Perrotta
24 agosto 2007

solonadia: Pittore, fotografo, video-artista, performer…artista a 360° oppure ancora in cerca di…
AS: Ancora in cerca di… l’artista, lo scrittore, il poeta, il fabbro, l’operaio, l’avvocato, quando arriverà il giorno in cui smetteranno di cercare, sarà l’ultimo giorno della loro vita.
solonadia: Cosa ti delude maggiormente del sistema arte e cosa invece ti stimola?
AS: Ogni episodio legato al sistema arte provoca delusioni-stimoli. Entrambi. Anche se mi delude la poca professionalità di certi addetti ai lavori che troppo spesso si spacciano per “maestri” del sistema. Gli stimoli vengono da tutto ciò che è innovativo, che è nuovo e che scaturisce dall’ interpretazione della realtà.
solonadia: Di giorno impiegato, di notte artista (come tutti coloro non ancora “santificati” dal sistema): doppia identità da supereroe oppure semplicemente…sfiga?
AS: Sfiga? No! Sono d’accordo con Machiavelli, ognuno è artefice della propria fortuna, del proprio fato, nel bene e nel male (più o meno). Di giorno dunque impiegato con il pensiero fisso all’arte, di notte artista non-artista attaccato ad una bottiglia di vino o di whisky.
solonadia: Osservando la tua serie “shoes in motion” ho istintivamente collegato le immagini agli sbarchi di immigrati clandestini e successivamente ai genocidi di cui la storia recente è ricca e varia (indipendentemente dalla connotazione geografica o politica). cosa rende un lavoro artistico attuale e nello stesso tempo universale? cosa lo rende artistico?
AS: Il compito dell’artista non si esaurisce con l’interpretazione della realtà in cui vive, va oltre, rappresentando quella re-interpretazione necessaria al superamento dei limiti imposti dalla realtà-data. “Shoes in Motion” si compone di alcuni scatti fotografici che rappresentano il cammino di avvicinamento tra due popoli, due nazioni, due diverse entità. Credo che l’artista abbia il compito e il dovere, morale e concettuale, di superare i limiti e le nefandezze della storia, descrivendole, facendole proprie e rigettarle nella società con una nuova visione, fatta di speranza, di nuovi legami, di leggi socio culturali che non appartengono al classico linguaggio del diritto scritto, bensì a quel linguaggio di comunicazione mentale e materiale che tende ad unire, a ravvicinare, piuttosto che a dividere e a isolare. Ma cos’è che rende un lavoro artistico non l’ho ancora capito.
solonadia: Ti invio in allegato un’opera scultorea di un artista concettuale nigeriano, Sokari Douglas Camp. Il titolo dell’opera è “Bin Laden Pietà”. Ti va di commentarla?
AS: – So che Sokari Douglas Camp è un artista e che Bin laden è l’uomo più ricercato sulla faccia della Terra, ma non conosco né l’uno né l’altro.

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